Museo espositivo Mentore Maggini (1890-1941)

Nato ad Empoli il 6 febbraio 1890, Mentore Maggini è stato uno dei più importanti astronomi italiani del Novecento. Avviato giovanissimo agli studi astronomici da padre Guido Alfani all’Osservatorio Ximeniano di Firenze, divenne presto assistente di Antonio Abetti ad Arcetri. Laureandosi in fisica a Pisa nel 1920, lavorò all’Osservatorio astrofisico di Catania e dal 1926 diresse l’Osservatorio astronomico di Collurania a Teramo.

Osservatore di rara perizia e abile disegnatore

Mentore Maggini si distinse nello studio delle superfici planetarie e in particolare di Marte, di cui sostenne — contro l’opinione dominante — la natura illusoria dei celebri “canali”. 

Pioniere degli studi sulla polarizzazione della luce riflessa dai pianeti

Nel 1935 fu nominato presidente della Commissione per lo studio fisico dei pianeti e dei satelliti dell’Unione Astronomica Internazionale. Tra le sue opere principali, Il pianeta Marte (1939) e Il Libro di Urania (1940), quest’ultimo completato in memoria della figlia tredicenne prematuramente scomparsa. Un cratere di Marte porta oggi il suo nome.

Provato dal lavoro incessante e dal dolore familiare, si spense a Collurania l’8 maggio 1941, a soli 51 anni.

Sala espositiva

Nella sala espositiva sono esposti documenti originali di Mentore Maggini, gentilmente donati dalla famiglia Maggini, che ringraziamo per la generosità e la sensibilità con cui ha voluto condividere questo prezioso patrimonio:

  • Parte dei libri della sua biblioteca personale
  • Il manoscritto originale de Il Libro di Urania
  • Disegni originali di Marte
  • Disegni della cometa di Halley nel suo passaggio del 1910
  • Disegni della Luna
  • Disegni delle macchie solari
  • Diario di osservazioni
  • Documenti vari e corrispondenze

Sempre nella sala espositiva sono visibili alcune fotografie astronomiche realizzate dai nostri astrofotografi, che illustrano brevemente l’attività osservativa dell’associazione; ulteriori immagini sono esposte lungo il corridoio-galleria, che invitiamo i visitatori a percorrere.

Alcuni strumenti astronomici rari e particolari

Completano l’allestimento — tra cui telescopi che hanno segnato l’inizio dell’attività di molti astrofili — e diverse parti del telescopio Merz-Dallmeyer, ancora in attesa di pulizia e restauro, tra cui spiccano gli oculari originali in dotazione allo strumento

Sala Conferenze Urania Maggini

La sala conferenze, che ospita incontri e presentazioni, è intitolata a Urania Maggini, figlia più piccola di Mentore Maggini, scomparsa prematuramente all’età di soli 13 anni. Una dedica che non è soltanto un omaggio, ma il riflesso di un profondo legame affettivo tra padre e figlia, custodito in un progetto editoriale poco noto e straordinariamente toccante: Il Libro di Urania.

Come nasce l’opera

L’opera nacque infatti dalla penna della stessa Urania, soprannominata affettuosamente “Ninì”, che, appassionatasi all’astronomia attraverso i racconti del padre, aveva iniziato a scrivere un libro divulgativo per i propri compagni di classe. Quando la giovane si spense improvvisamente nel 1938, Mentore Maggini raccolse gli appunti rimasti incompiuti, li integrò con contenuti scientifici e illustrazioni originali e diede alle stampe il volume nel 1940 per i tipi di Hoepli, trasformando un sogno interrotto in un commovente atto d’amore.

Urania è la musa dell’astronomia

Il titolo stesso racchiude un doppio significato, evocativo e affettuoso, ma è anche il nome della bambina che aveva desiderato condividere con i suoi coetanei la meraviglia del cielo. Un gesto intimo, che racconta l’uomo dietro lo scienziato e che, tra le sue pagine, custodisce per sempre la voce di una figlia e la dedizione di un padre.

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