Telescopio Merz Dallmeyer

Introduzione

Lo strumento, recuperato dall’attuale associazione proprietaria in stato di abbandono all’interno di una abitazione privata di Vigevano, presumibilmente acquistato a Londra nei primi anni Cinquanta del secolo scorso, risulta composto da una parte ottica (obiettivo) marchiata: “G.&S. MERZ in MUENCHEN”, da 162 mm di diametro (6 pollici parigini, l’unità di misura in voga all’epoca) e da una parte meccanica (montatura) che reca una targa marchiata: “J.H. DALLMEYER. LONDON”.

Componente Ottica

La “Merz” era un’azienda fondata da Georg Merz (Bichl, 26 gennaio 1793 – Monaco di Baviera, 12 gennaio 1867), un ottico tedesco, che lavorava alla manifattura di vetri “Utzschneider & Fraunhofer” alla morte dei quali, nel 1840, Merz rilevò la ditta con Joseph Mahler. Successivamente l’azienda passò in mano ai discendenti di Merz fino al 1932 quando chiuse definitivamente i battenti. Fu una delle più rinomate ditte tedesche per la fabbricazione di microscopi, strumenti ottici e astronomici della seconda metà dell’Ottocento. Infatti la ditta “Merz” fra il 1840 e il 1910 ha rifornito di strumenti astronomici (soprattutto obiettivi e tubi ottici completi) i maggiori osservatori astronomici mondiali.

In Italia, telescopi che montano obiettivi “Merz” e/o tubi ottici completi, sono detenuti da importanti enti quali: l’Osservatorio Astronomico di Milano Brera, l’Osservatorio Astronomico di Padova, l’Osservatorio Astronomico di Torino, l’Osservatorio Astronomico del Collegio Romano, l’Osservatorio Astronomico del Campidoglio, l’Osservatorio Astronomico del Vaticano, l’Osservatorio Astronomico di Napoli, l’Osservatorio Astronomico di Catania, nonché il Museo nazionale della Scienza e Tecnologia di Milano.

Nel mondo possiamo citare l’Osservatorio Astronomico di Cambridge, l’Osservatorio Astronomico di Greenwich, l’Osservatorio Astronomico di Cape Town (South Africa),

l’Osservatorio Astronomico di Cincinnati (Ohio, USA) e l’Osservatorio Astronomico di Harvard (Cambridge, Mass.).

La firma sul barilotto dell’obiettivo fa pensare che l’ottica sia stata costruita a Monaco di Baviera fra il 1858 e il 1867.

La firma sul barilotto della lente obbiettivo

Componente Tecnica

La parte meccanica (montatura) riporta una targa marchiata: “J.H. DALLMEYER. LONDON”. Questo suggerisce che questa parte del telescopio è stata realizzata da John Henry Dallmeyer (6 settembre 1830 – 30 dicembre 1883), ottico anglo-tedesco, nato a Loxten, Westfalia, ma nel 1851 si trasferì a Londra dove, successivamente, ottenne lavoro come ottico presso l’azienda di Andrew Ross, un famoso produttore di lenti e telescopi. Alla morte di quest’ultimo (1859), Dallmeyer, grazie al matrimonio contratto con la figlia di Ross, ereditò la parte dell’azienda che si occupava della fabbricazione dei telescopi, ma presto si specializzò nella costruzione di speciali obiettivi fotografici per ritratto e paesaggio.

In ambito fotografia astronomica, Dallmeyer costruì fotoeliografi (strumenti per la fotografia del Sole) per l’osservatorio di Wilna nel 1863, per l’Osservatorio dell’Harvard College nel 1864 e, nel 1873, diversi strumenti per il governo britannico.

La targa che indica il nome del costruttore della montatura

Gli strumenti di Dallmeyer (soprattutto gli obiettivi fotografici) hanno ottenuto un grande successo in Europa e in America, ottenendo i più alti riconoscimenti in varie mostre internazionali. J.H. Dallmeyer ricevette dal governo russo l’ordine di San Stanislao e il governo francese lo rese cavaliere della Legione d’Onore. È stato per molti anni membro sia della Royal Astronomical Society che della Royal Photographic Society.

Il telescopio è dotato di un tubo ottico principale in ottone, un tubo ottico più piccolo (detto “cercatore”) marchiato: “J.H. Dallmeyer – London” e di un piccolo cannocchiale puntatore per la mira del cerchio graduato di declinazione. Sul tubo ottico principale non è riportata alcuna firma ma si può ritenere che il tubo sia stato costruito da Dallmeyer a Londra montando un’ottica costruita da Merz. Tale circostanza risulta piuttosto strana, perché Dallmeyer avrebbe tranquillamente potuto costruire un’ottica di queste dimensioni. Resta comunque il fatto che si conoscono pochissimi obiettivi (1 o 2) di queste dimensioni costruite da Dallmeyer.

Il telescopio si presenta con molte parti in ottone e, nonostante il tempo trascorso e l’abbandono, si trova in ottimo stato di conservazione. Si può dire che sia originale per circa il 95%. Manca il meccanismo di movimentazione ad orologeria, sostituito con un motore elettrico presumibilmente agli inizi degli anni Cinquanta del secolo scorso.

Cerchio graduato di Ascensione Retta

Ingranaggi movimento di AR e cerchio di Declinazione

Il telescopio presenta bellissimi cerchi graduati di Ascensione Retta e Declinazione, incisi su di una lamina d’argento. La montatura del telescopio presenta l’asse polare con latitudine variabile, più due livelle a bolla ortogonali. Questo potrebbe indicare che lo strumento è stato costruito per essere trasportato e installato in qualche luogo dove fosse possibile osservare un qualche evento astronomico particolare.

In effetti, nel 1874 e nel 1882 si verificarono due transiti del pianeta Venere sul Sole, eventi astronomici che sono tra i più rari e avvengono con uno schema che si ripete ogni 243 anni, con coppie di transiti separate da un intervallo di 8 anni che si ripetono in periodi più ampi di 121,5 e 105,5 anni.

Per seguire tali eventi, molti osservatori astronomici dell’epoca ordinarono strumenti “portatili” da installare nelle località della Terra (principalmente nell’emisfero sud) ove gli eventi erano visibili. Famosi sono i 5 telescopi (fotoeliografi) del diametro di 4 pollici, costruiti da Dallmeyer per il Royal Observatory Greenwich. Questi strumenti però, pur mostrando diverse similarità, presentano una montatura più piccola di quella nella fattispecie che invece risulta essere più massiccia. Le ricerche svolte fino ad ora non hanno evidenziato l’esistenza di un’altra montatura equatoriale di tali dimensioni, che risulterebbe, pertanto, unica. Certamente è fra le meglio conservate, se non la meglio conservata, costruita da Dallmeyer.

Le ricerche storiche non hanno ancora chiarito l’origine di questo telescopio, dove fu costruito, chi ne fu il proprietario originale e quali attività scientifiche furono osservate attraverso di esso. Certamente il telescopio presenta caratteristiche professionali tipiche dell’epoca in cui fu costruito, intorno al 1870, pertanto si può presumere che fosse stato in origine posseduto da un astronomo professionista, o da un osservatorio astronomico, oppure infine da un ricco appassionato con grande disponibilità economica.

L’attuale proprietà, il Gruppo Astrofili Rozzano (d’ora in avanti GAR), associazione culturale senza fini di lucro, che svolge un’ampia attività divulgativa e didattica nelle scuole di Milano e provincia, ha acquisito lo strumento per restaurarlo e rimetterlo in funzione, al fine di utilizzarlo all’interno dell’erigendo Osservatorio Astronomico Pubblico che l’Amministrazione Comunale di Rozzano (MI) costruirà nell’anno in corso.

Per le sud -descritte caratteristiche, lo strumento in esame, mai restaurato in precedenza e in ottimo stato di conservazione, in quanto conserva pressoché intatta tutta la meccanica e l’ottica originaria, merita, per il suo alto valore scientifico e storico la sotto posizione al regime di tutela, perché possa poi venire restituito alla collettività, una volta ripristinata la sua funzionalità attraverso il previsto restauro, ed essere utilizzato, con adeguate prescrizioni d’uso, per la didattica.

Il telescopio Ristrutturato

Il telescopio Merz-Dallmeyer dopo il restauro, installato nella cupola dell’Osservatorio Astronomico Pubblico di Rozzano, accanto a un telescopio riflettore moderno.

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